martedì 25 novembre 2014

i dieci di Holywood

Il 25 novembre 1947 è stilata la lista nera:
Alvah BessieHerbert Biberman
Lester Cole
Edward Dmytryk
Ring Lardner Jr
John Howard Lawson
Albert Maltz
Samuel Ornitz
Adrian Scott
Dalton Trumbo,
sospettati di simpatie comuniste,
sono convocati dal House Un-American Activities Committee, HUAC.
Contemporaneamente, i padroni dell'industria cinematografica si riuniscono al Waldorf-Astoria di New York per decidere una linea comune: i dieci (e nessun altro comunista) lavoreranno più a Hollywood.
John Howard Lawson, Dalton Trumbo, Samuel Ornitz, Alvah Bessie, Lester Cole, Ring Lardner Jr, Albert Maltz e Adrian Scott saranno condannati a un anno di carcere, sei mesi per Herbert Biberman e Edward Dmytryk.
Tutti sconteranno la pena.

giovedì 30 ottobre 2014

Black Film History al MoMa


100 Years in Post-Production: Resurrecting a Lost Landmark of Black Film History
Through March 2015
The discovery of 101-year-old film footage—the earliest known surviving feature film with a cast of black actors—in MoMA's Biograph Studio collection led to the Department of Film's multiyear research project, which culminates in the exhibition 100 Years in Post-Production: Resurrecting a Lost Landmark of Black Film History (through March 2015).

At a challenging time of segregation in the fall of 1913, a virtuoso cast of African American performers, led by famed Caribbean American entertainer Bert Williams (1874–1922), gathered in the Bronx with a mostly white crew to make a feature-length motion picture. After more than an hour of film was shot, the unreleased project was abandoned by its producers and left forgotten until today. Selections from the footage, along with research findings, archival materials, and film stills, can be seen for the first time in this gallery exhibition, and the world-premiere presentation of the assembled footage will be screened on November 8, 2014, in MoMA's annual film-preservation festival To Save and Project.

A selection of excerpts from this landmark film are available online. Experience this extraordinary discovery firsthand—plan your visit to MoMA today.

Tickets are not required for this exhibition, which is free and open to the public during Museum hours.

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venerdì 17 ottobre 2014

Zusammenarbeit. Quando gli ebrei di Hollywood facevano affari con i nazisti

Zusammenarbeit in tedesco significa collaborazione. 
E' una parola che ricorre spesso nella corrispondenza, intercorsa dal 1933 al 1940, tra le filiali tedesche delle major hollywoodiane e gli organismi del regime.
E The Collaboration è il titolo dell'opera del giovane storico australiano Ben Urwand, che distrugge il mito consolidato che vorrebbe gli studios in prima fila nella lotta contro Hitler.
In realtà i dirigenti delle grandi case di produzione cinematografica, tutti ebrei, ad eccezione di Daryl F. Zanuck, manager della Fox, si guardarono bene, almeno fino all'invasione della Francia, dal nuocere ai propri interessi sul fiorente mercato tedesco.
Non era quindi il caso di guastarsi con Berlino e a tal pro accettavano di buon grado che il console tedesco a Los Angeles, esercitasse una sorta di censura sulle sceneggiature, proponendo modifiche o addirittura, a cose fatte, tagli per espurgarle degli elementi non graditi.
Ma anche l'autocensura non mancava e nessun film esplicitamente antinazista fu girato a Hollywood prima del 1939. 
Caso emblematico, la rinuncia all'adattamento cinematografico del romanzo di Sinclair Lewis, It Can't Happen Here (1935), giudicato inopportuno.
Ma dalla ricerca di Urwand emergono dati ancor più inquietanti sulla disinvoltura mercantile dei magnati di Hollywood.
La MGM, per esempio, aggirò la difficoltà imposta dalle restrizioni del governo tedesco, che impedivano il trasferimento dei proventi dei diritti, investendoli in azioni dell'industria bellica nazista, per poi rivenderle in perdita sui mercati europei.
Sul libro di Urwand, negli USA, si è aperto un dibattito, soprattutto sulle colonne del New Yorker, dove il critico cinematografico David Danby ha assolto tutti in nome delle ferree leggi del capitalismo.
Sul New York Times, lo storico del cinema Neal Gabler ha invece sottilmente supposto che i dirigenti ebrei di Hollywood avessero meno paura di ciò che Hitler avrebbe potuto fare ai loro correligionari, di quanto non temessero ciò che avrebbero potuto fare a loro le forze reazionarie americane, se si fossero decisi a prendere una chiara posizione politica.


giovedì 10 luglio 2014

Festival del cinema di Venezia. Le coppe Mussolini

La Coppa Mussolini era il premio che veniva assegnato al miglior film nell'ambito della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, rassegna cinematografica lagunare nata nel 1932.
La prima edizione non fu competitiva, successivamente furono assegnate due coppe ad ogni edizione, una per il miglior film italiano, una per il miglior film straniero. 
Nel 1943 fu sospesa per la guerra.

1934 Teresa Confalonieri di Guido Brignone


1934 L'uomo di Aran  di Robert Flaherty GB


1935 Casta Diva di Carmine Gallone


1935 Anna Karenina di Clarence Brown USA


1936 Lo squadrone bianco di Augusto Genina


1936 L'imperatore della California di Luis Trenker GER


1937 Scipione l'Africano di Carmine Gallone


1937 Un carnet da ballo di Julien Duvivier FRA


1938 Luciano Serra pilota di Goffredo Alessandrini


1938 Olympia di Leni Riefenstahl GER


1939 Abuna Messias di Goffredo Alessandrini















NON ASSEGNATO
1940 L'assedio dell'Alcazar di Augusto Genina


1940 Der Postmeister di Gustav Ucicky GER


1941 La corona di ferro di Alessandr Blasetti


1941 Ohm Krüger di Hans Steinhoff GER


1942 Bengasi di Augusto Genina
MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMHHH  
1942 Il grande re di Veit Harlan GER